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GDS: Giochi riaperti per 140 assunzioni all’Agenzia delle Entrate

TAR LAZIO

Giochi riaperti per 140 

assunzioni all’Agenzia delle Entrate

26 Dicembre 2014

Due candidati erano stati esclusi dopo la 
prima fase e hanno vinto il ricorso. 

Si riaprono i giochi per 10 mila partecipanti

PALERMO. Si riaprono i giochi per i 10 mila partecipanti al concorso
dell’Agenzia delle entrate per assumere 140 funzionari tecnici. Nei giorni
 scorsi, infatti, il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di due partecipanti
alla prima prova che sono stati riammessi e hanno potuto partecipare
così alla seconda. Un ricorso che adesso possono presentare anche gli
altri partecipanti, chiedendo la ripetizione del concorso.
In sostanza pur avendo ottenuto un punteggio superiore a 24/30 nella
prima prova a risposta multipla (indicato come punteggio minimo dal
bando) erano stati esclusi perché potevano accedere alla seconda
fase solamente i primi 500 della graduatoria. Ma il presidente della
Terza sezione del Tar Lazio, Francesco Corsaro, con il decreto
d’urgenza n. 6348/2014, ha accolto l’istanza cautelare presentata
dai due partecipanti assistiti dallo studio legale degli avvocati Francesco
Stallone, Francesco Leone, Gabriele La Malfa, Simona Fell e
Claudia Caradonna, con sede a Palermo e Roma e che lavora da
anni nel campo dei concorsi pubblici. L’istanza dei legali ha puntato
l’attenzione sulla legittimità del punteggio minimo di 24: nel pubblico
impiego, infatti, la soglia dell’idoneità nelle prove scritte è fissata in
21/30 dall’art. 7 del D.P.R. 487/1994 quindi ben al di sotto di 24
indicato dal concorso. E il Tar del Lazio ha dato loro ragione.
Così molti altri partecipanti (tutti quelli che hanno ottenuto un punteggio
di 21/30 o superiore) possono fare ricorso, anche in maniera collettiva.
Gli avvocati spiegano che «è illegittima la previsione del bando che
limita l’ammissione alla seconda prova ai primi 500 candidati che abbiano
 riportato il punteggio di almeno 24/30. Elevare la soglia da parte
dell’Amministrazione come avvenuto in questo caso significa sbarrare
ingiustificatamente l’accesso ai successivi gradi del concorso. Alla luce
poi della funzione di sfoltimento della platea dei concorrenti pare inoltre
illegittimo il contingente di 500 unità, a prescindere dalla soglia. Per tali
ragioni il Tar del Lazio ha accolto la nostra istanza e riammesso alla seconda
fase del concorso i nostri due clienti».
Inoltre, secondo i legali sono state riscontrate altre irregolarità nelle prove:
«Ci è stato riferito, ad esempio, che a fine prova la scheda con le risposte
 ai quesiti non sarebbe stata sigillata e che la scheda anagrafica non sarebbe
stata addirittura neanche imbustata. Se tale fatto dovesse trovare riscontro
nei verbali d’aula, vi sarebbe la violazione dell’art. 14 del D.P.R. 487/94
che, invece, prescrive che entrambi i documenti debbano essere obbligatoriamente
imbustati e sigillati. Nel frattempo, inoltre, si è svolta la seconda prova ed è
stata pubblicata la graduatoria dei 140 candidati che inizieranno il tirocinio
“tecnico pratico” (ultimo step prima dell’assunzione). E in questa occasione
 il vizio iniziale riscontrato dal Tar (inerente al punteggio) non è stato sanato.
Per questo siamo sicuri che tutti i diecimila partecipanti, da oggi in poi,
 possano legittimamente chiedere immediatamente al Giudice Amministrativo
un provvedimento e ottenere la ripetizione del concorso».

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