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Illegittimità e discriminazione ammissione studenti stranieri

Troppa disparità tra studenti stranieri ed italiani operata illegittimamente dalle università, ma c’è una soluzione alla discriminazione.

Nonostante la legge equipari i titoli conseguiti nell’Unione Europea, gli atenei italiani attuano una disparità di trattamento nei confronti degli studenti provenienti dai Paesi comunitari ed Extraeuropei: si richiedono preliminarmente documentazioni che seguono un iter troppo gravoso.

Attenzione: qualsivoglia richiesta in merito alla produzione di ulteriori documentazioni ai soli fini della partecipazione è illegittima, illogica e irragionevole, oltre che discriminatoria!

Dove sta la discriminazione?

Il DpR 445/2000 prevede che gli studenti italiani debbano produrre solo un’autocertificazione per l’ammissione ai corsi di laurea.

Così non è per gli studenti stranieri! Per gli studenti comunitari ed ExtraEuropei, viene scartata la possibilità di produrre autocertificazioni, e vengono richiesti documenti specifici rilasciati dalle Università di provenienza tradotti e legalizzati che richiedono un iter procedurale lungo e gravoso.

Non è tutto! Questi documenti in realtà, dovrebbero essere valutati a posteriori, non al momento della presentazione della domanda!

Alcuni esempi:

Per farvi meglio capire i due pesi e le due misure utilizzate nei confronti degli studenti italiani e stranieri ti facciamo degli esempi.

Il bando d’ammissione ad anni successivi al primo della scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli studi dell’Insubria, ad esempio, prevede che:

  • gli studenti italiani producano una autocertificazione dei titoli conseguiti;
  • gli stranieri, devono produrre una documentazione rilasciata dall’università di provenienza su carta intestata, traduzione in lingua italiana, legalizzazione e dichiarazione di valore in loco, accompagnata da piani di studi ed altri documenti.

Per questo motivo una studentessa di Madrid è stata esclusa perché non ha prodotto i programmi redatti su carta intestata dell’Ateneo, nella lingua madre della nazione e accompagnati da traduzione ufficiale e legalizzazione consolare o apostille.

La stesso fa l’università di Palermo per la partecipazione al bando di “trasferimenti/passaggi/abbreviazioni” per l’ammissione ad anni successivi al primo!

Non solo! Gli atenei italiani si riservano di chiedere la consegna di tali documenti qualora si rivelasse necessario al fine di una corretta valutazione.

Ma  allora che senso ha chiederli prima? Perché attuare questa discriminazione? Perché rendere il procedimento  gravoso nei confronti degli studenti stranieri e non riconoscere anche a loro il diritto di autocertificare?

Sono stato escluso, mi richiedono troppi documenti, cosa devo fare?

Il nostro Studio legale ritiene che sussistano vari elementi di illegittimità in questi casi (discriminazione, disparità, inutilità e pesantezza della procedura, irrazionalità) e che sia opportuno attivare una tutela nei confronti di tutti gli studenti stranieri che si trovano in uno stato di evidente svantaggio nella produzione dei documenti.

Affidati a noi per far valere i tuoi diritti. Invia una mail a [email protected]

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