Home Approfondimenti Giuridici Separazione: addebito per chi tradisce se non prova crisi preesistente

Separazione: addebito per chi tradisce se non prova crisi preesistente

Separazione addebitoSeparazione: addebito per chi tradisce se non prova crisi preesistente

Tempi duri per i coniugi che tradiscono il partner: adesso, infatti, scatta l’addebito a carico del coniuge “fedifrago” se è provato che la relazione extraconiugale sussisteva prima che questi lasciasse casa. Deve, quindi, presumersi che il tradimento abbia di fatto reso intollerabile la convivenza con il partner.

Separazione: la pronuncia della Corte d’Appello di Roma

Lo ha puntualizzato la Corte d’Appello di Roma, nella sentenza n. 4013/2016, pubblicata il 22 giugno, che ha confermato l’addebito a carico del marito traditore, che non era riuscito a dimostrare che la crisi coniugale fosse in realtà già maturata da tempo.

Separazione: un marito incastrato dai messaggi

Nel caso in questione, il marito aveva intrapreso da tempo una relazione extraconiugale con la segretaria dello studio medico presso cui lavorava, donna con la quale ha scelto di andare a convivere subito dopo aver abbandonato moglie e tetto coniugale. L’uomo veniva incastrato da parecchi biglietti e messaggi datati in un periodo vicinissimo alla fine della convivenza, che l’ex è riuscita a produrre in giudizio.

Spetta, pertanto, a colui che eccepisce l’inefficacia dei fatti posti a fondamento della domanda provare le circostanze su cui l’eccezione si fonda e quindi che la crisi è ben anteriore. Tale prova, nella vicenda romana, non è stata fornita, anzi ci sono state addirittura delle ammissioni parziali relativamente all’infedeltà dell’uomo.

Separazione: l’assegno di mantenimento

Con riferimento all’assegno di mantenimento, poi, non è stato ritenuta credibile la busta paga del marito prodotta in giudizio, poiché questi avrebbe lasciato una posizione lavorativa prestigiosa, quale dirigente sanitario, in Italia per lavorare in Francia a fronte di guadagni ben più scarsi. Il giudice ha, in sostanze presunto che il marito svolgesse attività libero-professionale.

Secondo la Corte d’Appello di Roma, in definitiva, si presume che l’intollerabilità della convivenza sia scaturita dall’infedeltà.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here


2 + 2 =