Concorso Inps, valutazione titoli: Sspl equiparato al master di II livello

Hai partecipato al Concorso Inps e non hai ottenuto la valutazione del titolo SSPL? Puoi ottenere 4 punti aggiuntivi perché il titolo di Specializzazione per le professioni legali è equiparato a un Master di II livello!

Concorso Inps e valutazione titoli

Lo scorso 16 settembre, l’Inps, a seguito del superamento delle prove scritte del concorso per 1858 consulenti della protezione sociale, ha pubblicato la valutazione dei titoli dichiarati dai candidati in occasione della trasmissione della domanda di partecipazione.

In tanti hanno segnalato al nostro Studio legale un grave errore commesso dalla commissione del concorso, ovvero la mancata valutazione della SSPL.

In particolare, il bando di concorso all’art. 9, oltre a prevedere l’attribuzione di un determinato punteggio in base al voto di laurea riportato dai candidati, ha previsto l’attribuzione di ulteriori “a) 4 punti per uno o più master di II livello inerenti alle materie di cui all’art.2, comma 1, lettera a), del presente bando di concorso; b) 8 punti per uno o più dottorati di ricerca (DR) inerenti alle materie di cui all’art.2, comma 1, lettera a), del presente bando di concorso”, non menzionando affatto il diploma di Specializzazione per le professioni legali.

Tanto è vero che nella domanda di partecipazione al concorso non era dedicata alcuna sezione per la dichiarazione dell’eventuale  titolo SSPL posseduto.

 

L’equiparazione del titolo SSPL al Master di II livello

Com’è noto il titolo SSPL è equivalente ad un Master di II livello, in quanto entrambi figurano nell’ottavo livello formativo del sistema di referenziazione del sistema italiano delle qualificazioni al quadro europeo delle qualifiche per l’apprendimento permanente (EQF) di cui alla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 aprile 2008.
Consapevoli della equiparazione i candidati hanno dichiarato di possedere il titolo SSPL nella sezione riservata ai Master di II Livello.

Eppure, una volta reso noto l’elenco, il loro titolo non è stato valutato, tanto è vero che l’amministrazione ha omesso di attribuire i 4 punti spettanti.

Ciò è avvenuto nonostante l’amministrazione fosse già stata condannata al riesame delle posizioni dei candidati in occasione di un precedente ricorso proposto per la medesima questione.

In quella occasione il TAR del lazio ha ritenuto “viziata da eccesso di potere, sotto il profilo del difetto di istruttoria e di manifesta illogicità, la decisione dell’amministrazione di limitare la valutazione ai soli master di secondo livello, escludendo la valutazione dei diplomi di specializzazione nelle professioni legali.

Il Tar ha cnfermato la tesi del Consiglio di Stato in materia di valutazione dei titoli, il quale in diverse occasioni ha ritenuto che ha ritenuto (a prescindere dal nomen iurisequiparabili ai master i corsi di perfezionamento post lauream che presentino le medesime caratteristiche, con riguardo alla durata, al numero delle ore di insegnamento, alla previsione di un esame finale.

Secondo il Consiglio di Stato, difatti, per quanto “le clausole del bando di concorso per l’accesso al pubblico impiego non possono essere assoggettate a procedimento ermeneutico in funzione integrativa, diretto ad evidenziare in esse pretesi significati impliciti o inespressi, dovendo, invece, essere interpretate secondo il significato immediatamente evincibile dal tenore letterale delle parole e dalla loro connessione (cfr. art. 12, primo comma, disp. prel. cod. civ.)”, ove il tema riguardi “l’efficacia dei titoli posseduti e dichiarati dal candidato per l’ammissione al concorso, riconosce che il principio sostanziale debba prevalere sul principio formale anche nella ipotesi in cui, come nel caso di specie, la questione verta sui titoli valutabili per la determinazione del punteggio finale, perché diversamente si perverrebbe ad una illogica e immotivata disparità di trattamento”.

“In presenza di titoli riconosciuti assimilabili e/o equivalenti a titoli espressamente previsti dal bando di concorso, e avuto particolare riguardo proprio al diploma di perfezionamento in professioni legali rispetto al Master di II livello, (a prescindere dal nomen iuris) equiparabili ai master i corsi di perfezionamento post lauream che presentino le medesime caratteristiche, con riguardo alla durata, al numero delle ore di insegnamento, alla previsione di un esame finale” non può negarsi una piena equiparabilità.

 

Ebbene, nonostante la lampante equiparazione dei titoli, i candidati stanno subendo nuovamente un grande pregiudizio del tutto privo di fondamento giuridico.

Per questo motivo il nostro staff legale ha attivato ricorso per chiedere l’attribuzione dei 4 punti aggiuntivi per i possessori d el titolo SSPL.

Il nostro studio legale è da anni in prima linea per garantire ai candidati tutela avverso le ingiustizie che possono derivare dai concorsi pubblici. Come sempre, siamo pronti a difendere i vostri diritti. Clicca su INIZIA e compila il form per fare la tua segnalazione o essere ricontattato dal nostro staff legale specializzato!



28/09/2022

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