TAR Lazio: accolto il ricorso contro l’esclusione per “pregresso uso di cannabinoidi” – Un’altra vittoria dello Studio Leone-Fell
C’è un aspetto dei concorsi nelle Forze dell’Ordine che crea più incertezze di ogni altro: gli accertamenti psicofisici. Bastano poche righe in un verbale per compromettere anni di preparazione e il sogno di indossare una divisa. Ed è proprio ciò che è accaduto al candidato protagonista di questa vicenda: escluso perché, nel questionario anamnestico, aveva dichiarato un unico episodio risalente all’adolescenza in cui aveva provato cannabis.
- Nessuna traccia di dipendenza.
- Nessuna alterazione clinica.
- Nessun esito tossicologico positivo.
- Solo un ricordo giovanile, riferito con trasparenza.
Eppure era bastato per decretarne l’inidoneità psicofisica.
Lo Studio Leone-Fell ha impugnato quel provvedimento e, con ordinanza del 18 novembre 2025, il TAR Lazio ha dato ragione al candidato.
Perché il TAR ha sospeso l’esclusione
Il Giudice amministrativo ha analizzato la documentazione e ha rilevato tre criticità decisive:
1.Mancanza totale di riscontri oggettivi
L’unico “elemento” su cui si fondava l’esclusione era l’autodichiarazione del candidato.
Nulla negli esami clinici, nulla nei colloqui medici, nulla negli accertamenti tossicologici confermava un reale utilizzo di stupefacenti.
Una storia, insomma, che non reggeva alla prova dei fatti.
2. Violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza
Il TAR ha sottolineato che un episodio sporadico e remoto, privo di qualunque evidenza clinica, non può essere trattato come un indice di attualità o abitualità di uso. La sanzione dell’esclusione è stata ritenuta sproporzionata.
3. La Commissione non ha svolto un’istruttoria completa
Non ha considerato:
– il test tossicologico negativo,
– la valutazione psicopatologica positiva,
– la mancanza di qualsiasi sintomo o disturbo collegabile a un uso di sostanze.
La decisione è stata quindi definita ingiustificata e basata solo su una dichiarazione soggettiva.
Il risultato: candidato riammesso alla procedura
Il TAR ha accolto la domanda cautelare e ha ammesso il candidato alle successive fasi del concorso, sospendendo immediatamente l’efficacia del provvedimento di esclusione.
È un risultato che rafforza un principio essenziale 👉 non basta un episodio remoto dichiarato spontaneamente per compromettere la carriera nelle Forze dell’Ordine. Le valutazioni devono essere basate su riscontri clinici reali e su un’istruttoria completa.
Cosa significa questa vittoria per gli altri candidati
Molti ragazzi vengono esclusi ogni anno per motivazioni simili:
- “pregresso uso occasionale”,
- “dichiarazioni anamnestiche”,
- “riferito consumo remoto”.
Quasi sempre senza alcuna prova.
Molto spesso senza logica.
E quasi sempre in aperta violazione dei principi di proporzionalità e ragionevolezza.
Questo nuovo provvedimento conferma che c’è spazio per ricorrere e vincere, quando l’esclusione è illegittima.
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25/11/2025








