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Aspiranti allievi agenti, la protesta: “Noi in piazza al fianco dei nostri ricorrenti”

Ieri il nostro Studio legale è sceso in piazza, di fronte al Ministero degli Interni, al fianco dei nostri ricorrenti allievi agenti di Polizia, ancora in attesa di convocazione, nonostante le vittorie ottenute al Tar e al Consiglio di Stato. E nei prossimi giorni saremo in rappresentanza dal ministro dell’Interno per trovare una soluzione definitiva alla vicenda.

“Ieri abbiamo deciso di manifestare – ha dichiarato l’avvocato Francesco Leone – per ricordare che in democrazia tutti, compreso i Ministeri, sono tenuti al rispetto della legge e dei provvedimenti del Giudice. Uno Stato che non attua quanto deciso dal Tar o dal Consiglio di Stato rischia di smarrire se stesso e mortificare il senso stesso di democrazia. Ieri era più importante stare lì, con loro, piuttosto che in studio o tribunale – ha precisato –  perché questo è quello che per me significa essere avvocato!”

La protesta nasce in risposta al respingimento degli emendamenti presentati alla manovra, approvata in Senato lo scorso 16 dicembre. Tali emendamenti avrebbero dovuto sanare tale situazione e consentire agli idonei di essere convocati al corso di formazione.

La vicenda. A due anni dall’inizio delle selezioni per essere ammessi al corso di formazione per allievi agenti, alcuni idonei sono stati estromessi dalla graduatoria sulla base delle novità introdotte da un emendamento al decreto Semplificazione.

All’epoca del concorso, i requisiti di accesso prevedevano che i candidati avessero un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (non compiuti) e che fossero in possesso della licenza media. Tra agosto e settembre 2017 hanno regolarmente sostenuto le prove scritte e, in base al punteggio raggiunto nel test, nell’ottobre 2017 è stata stilata una prima graduatoria di idonei. Nel 2018 è stato previsto uno scorrimento della graduatoria degli idonei. 

Ma l’emendamento, approvato sia al Senato che alla Camera, è diventato legge e il nuovo regolamento ha estromesso dalla graduatoria tutti coloro che il 1 gennaio 2019 avevano già compiuto il 26esimo anno di età e che non erano in possesso del diploma di scuola secondaria di secondo grado.

“Abbiamo sin da subito denunciato l’illegittimità dell’applicazione di nuovi requisiti a selezione avviata – dichiarano Francesco Leone e Simona Fell – e anche i giudici amministrativi ci hanno dato ragione accogliendo i nostri ricorsi e ammettendo i nostri ricorrenti al prosieguo della selezione. Ci spiace notare che la politica ad oggi non abbia mantenuto gli impegni presi e soprattutto non abbia rispettato le ordinanze di Tar e Cds. La nostra missione è la tutela dei diritti e noi non molleremo finché questi giovani non otterranno giustizia”.

Per ulteriori dubbi o comunicazioni con il nostro staff legale invia una mail a info@leonefell.com

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