Concorso Banca d’Italia 30 Vice assistenti: il diploma vale più della laurea e viene valutato due volte.

Banca d’Italia concorso per l’assunzione di 30 Vice assistenti: il diploma vale più della laurea e viene valutato due volte.

Banca-dItaliaLo scorso 20 aprile, la Banca d’Italia ha indetto un concorso pubblico per l’assunzione di 30 Vice assistenti – profilo amministrativo 1, finalizzato, si legge nel bando, “a soddisfare i fabbisogni di tale personale che si registreranno a partire dalla metà del 2018”.

Per poter partecipare, tra i requisiti essenziali, è richiesto, tra gli altri, il possesso del diploma di istruzione secondaria di secondo grado, di durata quinquennale.

Il successivo articolo 3 stabilisce che l’Amministrazione, procederà ad una preselezione per titoli delle candidature per individuare 3.000 candidati da ammettere al successivo test.

Detta preselezione avverrà esclusivamente in base alla valutazione dei titoli dichiarati dai candidati al momento della presentazione della domanda di partecipazione (il termine ultimo di presentazione è il 29 maggio p.v.).

Fin qui nulla di strano.

Invece, incredibilmente, il citato articolo del bando, subito dopo, dispone l’attribuzione di un punteggio anche per il diploma di istruzione secondaria di secondo grado di durata quinquennale.

Ovvero, arbitrariamente, quello che doveva essere un mero requisito per poter partecipare al concorso, diviene titolo di valutazione!

Inoltre, il bando prevede l’attribuzione di punteggi altissimi proprio per la valutazione del diploma!

Il diploma, infatti, viene valutato molto più favorevolmente rispetto alla votazione prevista per i titoli di istruzione superiore.

Più precisamente, il bando riconosce:

  • per la laurea triennale un punteggio massimo pari a 1,70;
  • per la laurea magistrale/specialistica o per il diploma di laurea “vecchio ordinamento”, un punteggio massimo pari a 2,40;
  • per il diploma un punteggio che va da 1 a 9 punti!

Ebbene, la valutazione – peraltro così eccessiva – di un requisito minimo di partecipazione appare irragionevole, sproporzionata e illogica, nonché lesiva della par condicio.

Tale clausola del bando, dunque, deve ritenersi censurabile.

Lo staff legale sta predisponendo un’azione legale ad hoc volta ad eliminare la citata disparità di trattamento e consentire una corretta valutazione dei titoli posseduti e, conseguentemente, la legittima formazione della graduatoria.

Per aderire al ricorso scarica i moduli cliccando qui.

Per ricevere informazioni contatta il numero 091-7478020.

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13/04/2022

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