Home Abilitazione Forense Abilitazione forense, giudizi contraddittori: inidoneità contestabile

Abilitazione forense, giudizi contraddittori: inidoneità contestabile

Se il giudizio di inidoneità, ottenuto al termine delle prove previste al concorso per l’abilitazione forense, è frutto di valutazioni contrastanti può essere contestato.  A stabilirlo i giudici del Tar Lazio che hanno accolto i ricorsi di alcuni candidati al concorso per Magistratura che avevano ottenuto l’inidoneità a seguito di un solo giudizio negativo su tre. I Giudici, pertanto, hanno disposto una nuova valutazione da parte di una diversa commissione d’esame.

La contraddittorietà sussisterebbe, in sostanza, tra giudizi tra loro antitetici, – scrivono i giudici – perché gli uni descrivono un candidato brillante e assai superiore alla media nella capacità di affrontare le tematiche giuridiche sottopostel’altro, incapace di redigere un compito almeno sufficiente, e ciò nonostante i criteri di valutazione utilizzati siano gli stessi. (…)

Rileva il Collegio che se il ricorrente ha saputo dimostrare nella redazione di due delle prove d’esame, per come riconosciuto dai collegi esaminatori, il possesso dei parametri di cui ai criteri predeterminati (…) appare sorprendente, in assenza di alcun indice oggettivo cui ancorare le ragioni della ritenuta non idoneità, l’improvvisa assenza di quegli stessi parametri, riferibili alle capacità del candidato, come invece allo stesso attribuite con ampiezza dalla stessa Commissione”.

Nel caso sottoposto ai Giudici il candidato aveva ottenuto due punteggi più che sufficienti (pari 13/20 e 14/20). La sufficienza, infatti, è stata individuata nel punteggio di 12/20.

Proprio in virtù di tale contraddittorietà, i giudici hanno accolto il ricorso e disposto la correzione dell’elaborato valutato non idoneo da parte di una nuova commissione esaminatrice.

Pertanto, alla luce di tali sentenze, chiunque abbia ottenuto solo un’inidoneità può contattare il nostro Studio, inviando una mail a info@leonefell.com, per ottenere la dovuta tutela.

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