Home #IOMERITO Bocciata la proroga delle Graduatorie Concorsuali. Come difendersi se si è Idonei?

Bocciata la proroga delle Graduatorie Concorsuali. Come difendersi se si è Idonei?

 

gradIl Governo Renzi  non sembra amare le Graduatorie concorsuali e, in particolare, tutti i concorrenti che da anni ne attendono lo scorrimento. Ad oggi, infatti, nessuna notizia positiva per migliaia di giovani italiani che si trovano nel nuovo status sociale di “idoneo”. 

Con questo termine è stata indicata quella categoria di partecipanti a un concorso pubblico dichiarati “idonei”, al termine della selezione pubblica, a ricoprire un determinato posto di lavoro poiché possessori di specifiche competenze accertate con il concorso.
Cifre alla mano, le stime sul numero dei soggetti interessati variano tra 100.000 e 140.000 italiani (leggi i dati ufficiali del Governo).

Gli idonei si differiscono dai “vincitori “di concorso in quanto non maturano un vero e proprio diritto all’assunzione.
E, infatti, la pretesa dei migliaia di idonei è la possibilità (non l’assunzione certa) di subentrare “naturalmente” (e nel corso del tempo) alle cessazioni del personale dipendente.
Pretesa che, oggi, appare sempre più lontana, a causa dell’indifferenza al problema mostrata dal Governo nazionale e rilevata in modo esplicito a seguito della bocciatura dell’emendamento con cui assicurare le aspettative degli idonei rispetto allo scorrimento delle graduatorie vigenti, attualmente bloccate per il biennio 2015-2016. Così come, nel maxiemendamento del decreto enti locali, approvato nelle scorse ore, non c’è traccia di una possibile soluzione al problema.
Per capire la radice della questione sociale e giuridica è necessario fare qualche passo indietro.
In modo innovativo e con un occhio di riguardo al contegno di spesa, la Legge D’Alia ( l. n. 125/2013) ha sostanzialmente equiparato (all’art. 4 comma 3) i candidati risultati “vincitori” delle procedure concorsuali più recenti (approvate dall’anno 2003 in poi) ai candidati risultati “idonei”. Prevedendo, in particolare, l’obbligo per la p.a. di utilizzare, una volta assunti tutti i vincitori, le graduatorie di merito comprendenti idonei non vincitori, salva sempre la possibilità per la stessa di bandire un nuovo concorso, nel rispetto di alcune condizioni particolarmente stringenti.
Infatti, anche molto recentemente, gli Organi di giustizia amministrativa hanno affermato che “Con l’indizione di un nuovo concorso pubblico, invece di procedere allo scorrimento d’una precedente graduatoria concorsuale, la Pubblica Amministrazione esercita una potestà autoritativa, di fronte alla quale il candidato idoneo ha solo un interesse legittimo, che implica una puntuale motivazione, soprattutto in termini di ragionevolezza” (Consiglio di Stato, sez. III, sentenza n. 3272/2015, depositata giorno 1 luglio 2015).
Quindi, anche in presenza di soli idonei non vincitori l’Amministrazione, in assenza di una valida e ragionevole motivazione, non può bandire un nuovo concorso volto a ricercare le medesime professionalità oggetto del concorso in questione.
Della stessa legge è il merito – oggi totalmente vanificato – di avere prorogato tutte le graduatorie fino al 31 dicembre 2016.
Peccato che nel frattempo sia intervenuto il Governo che, al fine di gestire gli oltre 20.000 esuberi causati dalla soppressione degli enti provinciali (in applicazione della legge Delrio), ha imposto, a tutte le amministrazioni, il blocco delle assunzioni degli “idonei” dei concorsi pubblici (facendo, però, salvi i “vincitori”).
Ad oggi, nessun risultato hanno ottenuto neanche le varie iniziative sociali.
Il riferimento è alle azioni promosse mediante i social network, in cui l’esercito degli idonei ha adottato l’uso di diversi hastag come simbolo della propria lotta (tanto per fare qualche esempio: #idoeninlotta, #idoneiconcorsone2012 e ancora #ideoneipoliziadistato, #769idoneigdf, ecc).
Non di meno, hanno contribuito alla battaglia sugli idonei i movimenti civici (Comitato nazionale vincitori ed idonei XXVII Ottobre) che, di concerto, hanno inviato al Presidente della Repubblica, una lettera con cui, raccontando e descrivendo i sacrifici compiuti per la partecipazione ai concorsi, chiedevano un intervento istituzionale che metta fine all’annosa questione degli idonei.

La legge D’Alia che con grande buon senso aveva riconosciuto agli idonei i diritti che prima non avevano, viene a distanza di un anno, svuotata della propria efficacia con un conseguente caos normativo che sfocerà in un inevitabile utilizzo del contenzioso.

Il nostro staff legale ritiene che la decisione del Governo leda i principi di uguaglianza, economicità e buon andamento dell’azione amministrativa e, in ragione di ciò,  ha predisposto una diffida con la quale chiedere all’Esecutivo di sfruttare sino ad esaurimento,  le graduatorie attualmente in vigore (leggi i dettagli della nostra azione a tutela degli idonei).

Per informazioni clicca qui

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