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Gratuito patrocinio: il giudice può ridurre gli onorari spettanti agli avvocati

Gratuito patrocinioGratuito patrocinio: il giudice può ridurre gli onorari spettanti agli avvocati

Il gratuito patrocinio rappresenta una delle massime espressioni di tutela del diritto di difesa vigenti nel nostro ordinamento. Infatti, assicura ai soggetti meno abbienti di accedere alla tutela giurisdizionale, rivolgendosi a legali iscritti in appositi albi e remunerati dallo stato. Come noto, il compenso spettante ai legali viene determinato sulla base dei tariffari che individuano, entro parametri fissi, il prezzo per ogni attività.

Gratuito patrocinio: la recente sentenza della Cassazione

In tema di gratuito patrocinio, una recente sentenza della Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice può ridurre ulteriormente questi onorari. In particolare, in tema di liquidazione dei compensi del gratuito patrocinio, gli articoli 82 e 130 del Testo Unico spese di giustizia  stabiliscono che questi non debbano risultare superiori ai valori medi delle tariffe professionali e comunque sono ridotti della metà. La decisione in commento sembra contemperare due fondamentali esigenze; ovvero assicurare diritto alla difesa anche ai soggetti indigenti, ma allo stesso tempo evitare che questo costo risulti particolarmente gravoso per la comunità. Questa valutazione sistematica, a detta della Cassazione,  giustifica che il giudice, in sede di liquidazione del compenso, può scendere al di sotto dei parametri di riferimento in ragione della concreta attività svolta dal difensore. Quindi, sarà possibile ridurre i compensi quando risulterà giustificato dalla natura dell’impegno, dalla effettiva consistenza degli atti assunti e dalla posizione dell’assistito.

Articolo a cura della Dott.ssa Giuliana Compagno

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