Home Precari Decreto Madia e Co.Co.Co., quali gli scenari per i collaboratori coordinati continuativi?

Decreto Madia e Co.Co.Co., quali gli scenari per i collaboratori coordinati continuativi?

Negli scorsi giorni vi abbiamo parlato della riforma Madia e della disciplina generale introdotta dal Decreto (clicca qui per leggere l’articolo).

co.co.co.Nell’ambito degli approfondimenti in materia di stabilizzazione dei precari, affrontiamo oggi il tema dei Co.Co.Co., ossia dei precari sottoscrittori, con le pubbliche amministrazioni, di contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Con riferimento a questa categoria di contratti, il Decreto Madia, così come già era stato previsto in passato con il Jobs Act, ha introdotto il divieto, per le pubbliche amministrazioni, di sottoscrizione di nuovi contratti di Co.Co.Co.

Sebbene ciò lascerebbe presumere il contrario, però, i precari che abbiano sottoscritto tale tipologia di contratti non saranno esclusi dalle procedure di stabilizzazione.

Gli stessi, infatti, potranno ambire alla stabilizzazione, al pari degli altri precari, nel caso in cui abbiano maturato, al 31 dicembre 2017 e negli ultimi 8 anni, almeno 36 mesi di servizio presso una P.A., anche in modo non continuativo, e abbiano prestato servizio, per almeno un giorno, dopo il 28 agosto 2015.

Se in possesso dei predetti requisiti, quindi, anche il lavoratore Co.Co.Co. avrà la possibilità di partecipare ai concorsi con riserva di posti per i precari, nel caso in cui gli stessi vengano indetti.

Inoltre, qualora a seguito di svariati contratti di collaborazione coordinata e continuativa, il lavoratore precario abbia sottoscritto un contratto di lavoro subordinato con l’amministrazione, in forza del quale sia stato prestato servizio per almeno un giorno dopo il 28 agosto 2015, il lavoratore potrà accedere alle procedure di stabilizzazione diretta, se in possesso dell’ulteriore requisito consistente nell’essere stato assunto da una graduatoria concorsuale (anche per uno solo dei vari contratti flessibili dallo stesso sottoscritti).

I requisiti richiesti per la stabilizzazione dei Co.Co.Co., pertanto, sono i medesimi individuati per ogni lavoratore subordinato alle dipendenze della pubblica amministrazione.

Le altre forme di tutela per i Co.Co.Co.

Oltre alla possibilità di accedere alle stabilizzazioni, il lavoratore Co.Co.Co., potrà ricevere ulteriore tutela nel caso in cui la collaborazione non risulti genuina. In questo caso, infatti, il lavoratore potrà agire in giudizio per ottenere una pronuncia che permetta di ricondurre il rapporto di lavoro al lavoro subordinato, la quale, nei fatti, coincide con una conversione del rapporto di lavoro.

Il lavoratore, in questo caso, potrà godere di una serie di tutele, dovendo trovare applicazione qualsiasi istituto normalmente applicabile ai dipendenti subordinati.

Gli elementi che portano a considerare non genuina la collaborazione sono principalmente due:

  • L’etero organizzazione della prestazione lavorativa: ossia il caso in cui il lavoratore sia tenuto a prestare servizio nei luoghi e negli orari decisi dal datore di lavoro e sotto la costante direzione di quest’ultimo che organizza tutti gli aspetti della prestazione;
  • Quando la prestazione sia unicamente personale e continuativa: ossia quando manchi la collaborazione di altri soggetti.

Non potranno essere considerate genuine nemmeno le collaborazioni che non prevedano la realizzazione di un alcun tipo di progetto.

Per ricevere maggiori informazioni sul punto invia una mail all’indirizzo info@avvocatoleone.com

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