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Riforma Brunetta, giovani al palo

giovaniDoveva essere l’occasione per sbloccare i concorsi nella Pubblica amministrazione e permettere un ricambio generazionale, attraverso l’assunzione in tempi rapidi di nuove competenze e professionalità. Invece, la Riforma Brunetta rischia di ottenere l’effetto opposto, penalizzando proprio i più giovani.

In che modo?

L’oggetto della contesa sono proprio le nuove norme che regolano le procedure concorsuali. Il problema principale è l’articolo 10 del decreto: la nuova modalità esonera le prove preselettive per lasciare il posto a una selezione per titoli. Con la conseguenza che, proprio per una questione meramente temporale, i neo laureati non avranno ancora maturato sufficienti titoli per superare questa prima fase. E anche la valutazione per titoli di servizio porta con sé il medesimo problema, ovvero che un giovane non ha ancora avuto il tempo di maturare sufficienti esperienze lavorative.

Di fatto la riforma Brunetta agevola coloro che hanno anagraficamente avuto più tempo per conseguire titoli ed esperienze professionali che, nella vecchia modalità, davano diritto solo a un punteggio aggiuntivo, senza essere considerati invece requisiti di ammissione.

Un esempio?

Analizziamo quello che è successo con il concorso per 400 direttori. Nonostante la selezione sia stata bandita prima della Riforma, ha utilizzato i medesimi criteri di selezione, ovvero per titoli ed esperienze. Il risultato? I candidati in graduatoria hanno un’età compresa tra i 50 e i 74 anni e ben 288 sono ultrasessantenni. E i giovani? Al palo.

Il nostro Studio legale, da anni impegnato nella lotta contro le storture nei concorsi pubblici, ha deciso di scendere in campo per contestare la Riforma e chiedere al Parlamento di apportare alcune sostanziali modifiche al testo, al fine di rendere le procedure rapide, ma soprattutto meritocratiche. Leggi anche il nostro approfondimento sulla Riforma Bunetta.

Per tale ragione stiamo lavorando assiduamente per presentare un documento direttamente al Ministro Brunetta e aprire con il Governo nazionale un tavolo di contrattazione.

Il nostro obiettivo è ristabilire la meritocrazia nei concorsi pubblici, permettendo parità di accesso alle prove e l’assegnazione di un punteggio aggiuntivo per la valutazione dei titoli. Ecco il senso della campagna #PRIMAILMERITO.

Per comunicare con il nostro staff legale invia una mail a [email protected]

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