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Test Medicina, quando l’uso dei Jammer è lecito per bloccare l’accesso a Internet

L’uso di smartphone e altri dispositivi connessi a Internet durante i test d’accesso in Medicina è confermato dal volume di ricerche online proprio nelle ore del test. Parole mai cercate fino a quel momento che, invece, raggiungono picchi inimmaginabili solo durante un determinato lasso di tempo, per poi tornare al solito oblio.

Per bloccare le connessioni a Internet, oggi sempre più spesso si ricorre a strumentazioni che disturbano le trasmissioni radio (e quindi dei telefoni cellulari) entro un certo raggio. Si tratta dei Jammer, disturbatori di segnale, in grado di interferire proprio con i dispositivi di connessione (cellulari, smartphone, smartwatch, ecc).

L’utilizzo di tali apparecchiature, nel nostro Paese, è consentito unicamente alle forze dell’ordine, e non si privati. Nello specifico gli artt. 340, 617 e 617 bis del Codice Penale puniscono l’uso e l’installazione di questi prodotti, senza previa autorizzazione. E’ dunque necessaria un’ istanza d’autorizzazione (che deve indicare con precisione i giorni di utilizzo e le planimetrie dei luoghi nei quali è prevista la “schermatura”), oltre al nulla osta della Prefettura competente.

Al di là degli eventuali rilievi penali derivanti dall’utilizzo non autorizzato e corretto di tali apparecchiature, vi è una circostanza che non può essere ignorata.

Tale tecnologia, infatti, scherma il segnale GSM, UMTS, 3G, 4G e LTE (in altre parole connessione voce e internet), tale “interferenza” interagisce in modo nefasto – a volte disattivandole, a volte causando dei danni che si manifestano nel tempo –  con tutte le apparecchiature salvavita connesse al corpo umano. Solo per fare un esempio, i pacemaker, gli impianti di defibrillazione, i glucometri con sensore impiantato funzionano correttamente solo se collegati alla rete e/o se messi al riparo da fonti di disturbo di frequenza.

Pertanto, i soggetti che potrebbero subire gli effetti gravi – in alcuni casi mortali – della schermatura hanno diritto:
– ad essere informati dell’utilizzo del “Jammer” nei giorni antecedenti la prova;
– a richiedere un trattamento personalizzato per svolgere la selezione in un’area opportunamente predisposta;
–  a effettuare delle verifiche, dopo il concorso, sul corretto funzionamento dell’apparecchiatura medica impiantata.

Poiché non vi è stata alcuna comunicazione in merito, i Jammer non potranno essere utilizzati durante il Test d’accesso per Medicina. Qualora dovessero essere presenti, chi ha un dispositivo salvavita può richiedere di svolgere il test in un’area non coperta dal disturbatore di segnale.

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