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Concorsi in Polizia, fino a 50.000 € per comprare un posto di lavoro [VIDEO]

Inchiesta sui concorsi pubblici, fino a 50.000 € per comprare un posto di lavoro

Il video del Corriere della Sera svela i retroscena del mercato nero dei concorsi pubblici. La redazione del Corriere ha chiesto allo studio legale Leone-Fell & Associati, che da anni è impegnato sul fronte dei concorsi pubblici, un contributo per la realizzazione dell’inchiesta. Nell’intervista l’avv. Francesco LeoneGiovanni Salerno (Colonnello della Guardia di finanza di Napoli) e Alfonso D’Avino (Procuratore aggiunto Napoli) spiegano i contorni del meccanismo di compravendita dei posti di lavoro presso le Pubbliche amministrazioni.

Tra il 2015 e il 2016 le procure nazionali hanno messo sotto indagine 9 concorsi pubblici che riguardano selezioni per l’accesso alla carriera all’interno della Polizia di Stato, dei Carabinieri, della polizia penitenziaria ecc.

Fra i tanti casi,il Corriere della Sera si sofferma in particolare su due concorsi seguiti dal nostro studio legale. Si fa riferimento al concorso per 559 allievi agenti della polizia di stato  ed al concorso per  Vice Ispettori 1400 per i quali lo studio ha attivato delle azioni legali che sono ancora in corso.

Siamo orgogliosi di essere stati intervistati quali esperti in materia di concorsi pubblici e speriamo che l’approfondimento del Corriere della sera possa aiutare a fare chiarezza ed a mettere in guardia i tanti giovani che, alla ricerca del lavoro, si devono misurare con una selezione pubblica.

1 COMMENTO

  1. Bisognerebbe annullare tutti i concorsi svolti negli ultimi trent’anni in tutti gli ordini perché da sempre truccati. I quiz erano impostati per essere superati solo da chi aveva le risposte in anticipo la sera prima. Io di concorsi ne ha fatti una cinquantina tutti studiati e mai passati per colpa dei raccomandati, i test erano così minuziosi che neanche una conoscenza specifica ti consentiva di superarli, mentrei i figli di agenti e altri raccomandati, magari diplomati nei famosi diplomifici, superavano i test senza alcuna difficoltà. Questa è l’Italia, vanno avanti solo i raccomandati e non c’è posto per la meritocrazia.

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