Concorso Banca d’Italia per 76 esperti, illegittimo il voto minimo di laurea

Concorso Banca d’Italia per 76 esperti, illegittimo il voto minimo di laurea

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La Banca d’Italia anche quest’anno ha indetto un concorso finalizzato all’assunzione di 76 Esperti con orientamento nelle discipline economico- aziendalieconomico-finanziariegiuridichestatistiche ed economico-politiche, inserendo come requisito il voto minimo di laurea.  Un requisito illegittimo, contro cui il nostro studio legale ha già avviato negli anni passati diverse azioni legali. Il Tar ha confermato le nostre tesi, accogliendo i precedenti ricorsi e ammettendo alla partecipazione i nostri ricorrenti, a prescindere dal voto di laurea.

Concorso Banca d’Italia, la procedura per 76 esperti 

voto minimo di laurea

La procedura per la selezione di 76 Esperti prevede dunque il requisito illegittimo del voto di laurea. In particolare, è richiesta la “laurea magistrale/specialistica, conseguita con un punteggio di almeno 105/110 o votazione equivalente“.

Una previsione che, oltre a mortificare il favor partecipationis, si pone in netto contrasto con quanto recentemente stabilito dalla giurisprudenza amministrativa.

Concorso Banca d’Italia, i nostri precedenti sul voto di laurea

L’illegittima previsione, dunque, non costituisce una novità. Sul tema abbiamo riportato diversi successi e – anche grazie ai nostri ricorsi – la giurisprudenza sta manifestando un’apertura verso la considerazione illegittima del limite del voto di laurea. I precedenti vittoriosi sul punto riguardavano alcune selezioni organizzate proprio dalla Banca d’Italia per il reclutamento di nuove figure professionali (clicca per leggere la notizia: Concorso Banca d’Italia, accolto il nostro ricorso: illegittimo il voto di laurea minimo). Inoltre, il nostro studio ha patrocinato diversi ricorsi – ritenendo illegittimo il voto di laurea – con riguardo ad altre selezioni pubbliche (clicca per leggere la notizia: Concorso Consob, il Tar accoglie il ricorso e dichiara illegittimo il voto di laurea), consentendo la partecipazione dei ricorrenti senza alcuna distinzione in base al voto numerico di laurea.

Per aderire al ricorso clicca qui. È possibile aderire fino il 3 febbraio.

Per qualsiasi informazione invia una mail all’indirizzo info@avvocatoleone.com o compila il nostro form “Raccontaci il tuo caso”.

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L’avv. Francesco Leone si è laureato presso la Facoltà di Giurispudenza di Palermo con una tesi in diritto costituzionale dal titolo “Le Forme di Governo e i Sistemi Elettorali”. Grazie alla guida del dominus Francesco Stallone, ha maturato esperienze come consulente per numerosi Enti Pubblici e Società Private con specifico riferimento alla predisposizione di bandi di gara, schemi di provvedimenti amministrativi e di contratti, interpretazione e applicazione della normativa regionale, nazionale e comunitaria. Superati immediatamente gli esami d’abilitazione, si iscrive all’Albo dell’Ordine degli Avvocati di Palermo. Da quel momento in poi, predispone e patrocina ricorsi singoli, e collettivi, presso la giurisdizione Amministrativa e Civile con particolare riferimento alle tematiche inerenti i Concorsi Pubblici, Esami di Stato, Esami d’Abilitazione, Urbanistica ed Edilizia, Contratti Pubblici/Appalti. Dal 2011 inizia a specializzarsi in Ricorsi Collettivi e Class Action aventi ad oggetto concorsi pubblici, procedure selettive e test d’ammissione e abilitazione. Nel 2013 crea un team di giovani professionisti che, coniugando ricerca scientifica e nuove tecnologie, si occupa con successo di tutti i grandi casi giurisprudenziali degli ultimi anni. Test d’ammissione a Medicina e Professioni Sanitarie, Esami d’abilitazione professionale, Concorsi nelle Forze dell’Ordine, Concorso dell’Agenzia delle Entrate, Selezioni CIAPI, Concorso “Roma Capitale”, Concorso MEF 2015, Piano Giovani e Garanzia Giovani (Youth Guarantee), Concorso Vigile del Fuoco, Accesso alle Scuole di Specializzazione Medica, Trasferimento in Italia da ateneo estero, Stabilizzazione precari e tutte le problematiche inerenti la Scuola rappresentano solo una parte delle attività professionali sino ad oggi svolte.

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